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Edwin de Valu è editor di libri self help, con tutto il cinismo e la disillusione del caso. E quando sulla sua scrivania atterra un eccentrico ed enorme manoscritto dal titolo “Quello che ho imparato sulla montagna”, del misconosciuto Tupac Soiree, non si emoziona né si incuriosisce più che tanto. Anzi, lo cestinerebbe senza rimpianti. L’ennesima cazzata sulla felicità, giusto? Sbagliato. Per una serie di circostanze, Edwin pubblicherà questo ennesimo, torrenziale, sconclusionato manuale di auto-aiuto. Che funzionerà. E la gente diventerà felice.

Peccato che tutta questa felicità® cambierà il mondo in cui viviamo, che siamo abituati a conoscere.

E che razza di mondo sarà? Un mondo senz’anima. Un mondo senza risate. Senza vere risate. Di quelle che ti fanno venire il mal di cuore e ti annebbiano la vista. In cielo non ride nessuno, May. E nessuno ride in paradiso. è lì che stiamo andando? Un mondo che ha dimenticato quanto sia triste una vera risata. Lacrime e risa, May. Due facce della stessa medaglia. Non puoi separarle. Nemo saltat sobrius! “Chi è sobrio non balla”.

Alla ricerca del mondo che ha perduto e che amava, Edwin parte per scovare il maledetto Tupac Soiree e capire quale maledetto meccanismo s’è messo in modo e ha rovinato la terra.

Menzione particolare la meritano la teoria della banalità del talento e i riferimenti al vetriolo all’industria editoriale dei manuali di auto-aiuto, cancro letterario dei nostri tempi, in continua espansione.

Un romanzo che si legge veloce come un thriller, buffo, divertente, ironico, amaro e verissimo, che ci fa riflettere non solo su cosa siamo, ma anche e soprattutto su quanto quello che non siamo (felici?) è in realtà il nodo centrale della nostra esistenza.

Per chi ama certe atmosfere surreli alla Christopher Moore e Chuck Palahniuk dei tempi d’oro, un libro quasi impossibile da dimenticare dopo averlo letto.

Bea (Librarsi Bookshop)


Quest’estate sono stato in Toscana. All’interno della Fortezza di Montepulciano c’era la mostra Il Grifo – il fumetto è arte. Per la prima volta veniva esposto l’archivio storico della rivista “Il Grifo”. Tra tavole e disegni originali di Manara, Pazienza, Zezelj c’erano i dipinti del torinese Massimiliano Frezzato. Il suo personalissimo Pinocchio, ormai diventato un classico del fumetto, rivive nelle bellissime tavole a tecnica mista. Un burattino moderno, fresco, immerso in un dettagliatissimo mondo fantastico. Vedere le illustrazioni collodiane di Frezzato diventare dei quadri è un’emozione fortissima. Per chi ancora non lo conosce non resta che comprare Le Avventure di Pinocchio ed. Il Grifo. Per i collezionisti esiste anche una versione composto da 44 tavole numerate (32×48 cm) e firmate.


Uscito per la Chronicle BooksThe Indie Rock Coloring Book è un bellissimo libro da colorare. Lo so, è per bambini, ma ci sono 2 buoni motivi per aquistarlo: primo, tutte le illustrazioni sono di Andy J. Miller, secondo, il libro fa parte del progetto benefico Yellow Bird Project. Se non sapete cos’è vi consiglio di fare un salto sul loro sito.


Mi sono sempre chiesto come mai certi film non siano mai stati distribuiti in Italia. Sinceramente mi sarebbe piaciuto andare al cinema e vedere American Splendor. Ogni anno, nel mondo, vengono prodotti circa 25mila film, di cui meno di 500 arrivano in Italia. Su questo dato la webzine Hideout (che ha una sezione che si chiama appunto i dispersi) ha iniziato un lavoro di ricerca e analisi del cinema che non c’è ovvero di quei titoli, che pur interessanti e/o commerciali, non hanno trovato distribuzione nel nostro Paese. Dal web alla carta stampata il passo è breve. C’è anche il libro: Dispersi: guida ai film che non vi fanno vedere a cura di Alberto Brumana, Marco Valsecchi, Sara Sagrati e Carlo Prevosti ed edito da Falsopiano. 370 pagine, 100 film con tanto di recensione, curiosità, una breve biografia del regista, i premi vinti, le indicazioni per l’acquisto del DVD, le eventuali differenti edizioni in vendita, e, se disponibili, dove recuperare gratuitamente i sottotitoli in italiano. Buona lettura e buona visione!

Qui un piccolo assaggio.


Se vi amate i documentari e vi piace Bukowski dovete vedere assolutamente Born Into This di John Dullaghan. Che io sappia questo è l’unico documentario che sia mai stato fatto sulla sua vita. Dullaghan fa emergere l’anima del vecchio Hank attraverso le testimonianze di quanti gli sono stati vicini, tra i quali Sean Penn, Tom Waits. Molto belle sono le immagini tratte dai reading.

Grazie Giuliano per il suggerimento.



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