KEEP CALM and MAKE ART

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Paolo è un artigiano, un designer, un amico. Nel suo laboratorio torinese nasce di tutto, dal mobile al complemento d’arredo, dal pezzo unico da indossare al rail per gli skater. L’eccezionalità delle sue opere nasce dall’unione tra l’abilità manuale di chi possiede un lavoro e la creatività dell’artista i cui riferimenti spaziano nei più diversi ambiti culturali. Le linee pulite e l’originalità irripetibile delle sue creazioni rendono Menodesign una realtà preziosa, che sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire. Qui il suo sito.

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La rivoluzione delle macchine fotografiche digitali? Forse si. Il principio prevede la registrazione della direzione e dell’intensità dei raggi luminosi presenti nella scena, con cui è possibile in seguito ricavare selettivamente le informazioni per costruire delle rappresentazioni bidimensionali al pari di una fotografia. La tecnologia prevede la presenza di un sensore sul quale si trova uno strato di microlenti: il sistema è costruito in modo da conservare il maggior numero di informazioni relative alla direzione dei raggi luminosi, o almeno tutte quelle che sono necessarie poi per permettere al sistema di elaborazione per creare le immagini. In pratica ogni pixel dell’immagine viene scomposto in molti sub pixel, in grado ognuno di registrare i raggi con una certa direzione. non stupisce quindi che Lytro parla del proprio sensore come un’unità capace di catturare 11 milioni di raggi, senza parlare di megapixel.

Lytro Light Field Camera sarà commercializzata in due varianti, differenziate per la memoria onboard di 8Gb o 16GB, rispettivamente al prezzo di 399,00 e 499,00 Dollari USA. Davvero inusuale l’aspetto delle fotocamere: realizzata in alluminio, monta on board una lente 35-280mm equivalente con apertura f/2 su tutta l’escursione. Inutile cercare comandi particolari: i tasti presenti sono solo due, quello di accensione e quello di scatto, mentre gli altri interventi (come ad esempio il punto di messa a fuoco dopo lo scatto) sono possibili attraverso il piccolo display touch posto sul retro, che funge anche da mirino. In poche parole LA VOGLIO!


Ho sempre avuto una passione per le t-shirts. Quello che c’era stampato sulla maglietta rappresentava un mio stato d’animo, un’appartenenza. Era un modo molto semplice e diretto per comunicare qualcosa. Ormai questo capo d’abbigliamento è diventato un simbolo dei nostri tempi. T-Shirt Stories è un documentario prodotto da Canal+ che racconta lo sconfinato mondo delle magliette serigrafate. Ideate per l’esercito americano durante la prima guerra mondiale, sono state negli anni simbolo di trasgressione e contro-cultura. Se non volete aspettare una traduzione italiana, potete vederlo mercoledì 29 alle 22.40. Su Canal+ ovviamente.


Prermetto che amo incondizionatamente Apple ma l’iPad proprio non l’ho capito. Forse non sono abbastanza geek.L’unico utilizzo che posso concepire è questo iCade, un cabinet che doterà la tavoletta Apple di joystick e bottoni per poter giocare a tutti i videogames arcade anni ’80. Esteticamente lo trovo fantastico.



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