La rivoluzione delle macchine fotografiche digitali? Forse si. Il principio prevede la registrazione della direzione e dell’intensità dei raggi luminosi presenti nella scena, con cui è possibile in seguito ricavare selettivamente le informazioni per costruire delle rappresentazioni bidimensionali al pari di una fotografia. La tecnologia prevede la presenza di un sensore sul quale si trova uno strato di microlenti: il sistema è costruito in modo da conservare il maggior numero di informazioni relative alla direzione dei raggi luminosi, o almeno tutte quelle che sono necessarie poi per permettere al sistema di elaborazione per creare le immagini. In pratica ogni pixel dell’immagine viene scomposto in molti sub pixel, in grado ognuno di registrare i raggi con una certa direzione. non stupisce quindi che Lytro parla del proprio sensore come un’unità capace di catturare 11 milioni di raggi, senza parlare di megapixel.

Lytro Light Field Camera sarà commercializzata in due varianti, differenziate per la memoria onboard di 8Gb o 16GB, rispettivamente al prezzo di 399,00 e 499,00 Dollari USA. Davvero inusuale l’aspetto delle fotocamere: realizzata in alluminio, monta on board una lente 35-280mm equivalente con apertura f/2 su tutta l’escursione. Inutile cercare comandi particolari: i tasti presenti sono solo due, quello di accensione e quello di scatto, mentre gli altri interventi (come ad esempio il punto di messa a fuoco dopo lo scatto) sono possibili attraverso il piccolo display touch posto sul retro, che funge anche da mirino. In poche parole LA VOGLIO!